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Lavoro team

Gestire un team, ma come? 4 regole

Le persone che lavorano con un team spesso hanno problemi a delegare, le persone che lavorano da sole spesso sono affaticate da questo viaggio in solitaria e dal dover fare sempre tutto. In entrambi i casi il risultato è la pesantezza, in entrambi i casi bisogna focalizzare bene i vantaggi della situazione e intervenire a correggerne i limiti.

Il confronto rende più creativi, aumenta esponenzialmente le idee, aiuta a prevenire le criticità, dimezza i pesi e alleggerisce le responsabilità, ma per funzionare deve seguire alcune semplici regole, che devono essere chiare per tutti. Un team funziona se sono chiari i ruoli, le gerarchie, le competenze e i metodi di lavoro, altrimenti diventa un vociare di gruppo dove tutti fanno o si impicciano di tutto, e il risultato può essere solo confusivo e approssimativo. Perciò, che il vostro gruppo di lavoro sia fatto da due o dieci persone, che siano colleghi o famigliari, poco importa, perché funzioni dovete:

  • sapere perché ognuna di queste persone collabora con voi: quali competenze professionali e quali umane ognuno di loro porta al gruppo come valore aggiunto? Una volta che ce l’avete ben chiaro, fate in modo che sia esplicito per tutti, ognuno deve sapere quale posto occupa e perchè, e rende più sicuri sapere che lo riconoscono anche gli altri.
  • assicurare a ognuno il suo spazio di autonomia e di potere decisionale: che sia con o senza la vostra approvazione finale, fosse anche per la marca di carta igienica da acquistare, quando delegate qualcuno su un compito o per un settore, dovete essere i primi a rispettare il suo ruolo, oppure a catena in breve non lo farà nessuno, il ruolo perderà di senso e la persona di entusiasmo e il risultato è che si torna al gruppo indistinto di partenza.
  • sapere quali sono i limiti di ognuno, compresi voi: bisogna essere delicati, perchè da qualche parte siamo tutti fragili e insicuri, ma è necessario fare uno sforzo (nel lavoro come nella vita) per ammettere quali sono le nostre zone di sicurezza e quali no. Conoscere i nostri limiti serve a capire su cosa possiamo esporci e dove è meglio evitare di farlo, e a non mettere noi o l’azienda in difficoltà. Se riuscite a far sentire a chi collabora con voi che la definizione dei limiti non è una pagella ma uno strumento di tutela per entrambi, riuscirete ad avere un gruppo di persone più consapevoli della propria portata, a cui potrete affidarvi un po’ più tranquillamente.
  • la leadership non è un’opinione: non è leader chi ha bisogno di controllare tutto nei minimi dettagli perché se non sai delegare non sai costruire, e non è leader nemmeno chi lascia tutto in mano altrui perchè è il capo e crede che alcune cose siano di basso profilo. In qualunque organizzazione si deve sentire che c’è qualcuno alla guida, in testa (per l’appunto “capo”) a tutto e qualunque cosa succeda.

Regola del buon governo: a ognuno il suo compito, quello di chi è al vertice è coordinare, supervisionare, dettare le linee guida e risolvere i problemi o fare capo a chi lo fa per lui. Niente di più, ma anche non una virgola di meno.

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